È possibile superare i 50 anni e avere ancora i capelli lunghi, forti e luminosi? La risposta è sì. Tutto dipende da come li trattiamo, a partire dal gesto più importante: la detersione. Oggi, infatti, viviamo di più e meglio rispetto a qualche generazione fa. I nostri capelli non possono più essere ‘vecchi’ a 40 anni. Certo, li laviamo e li coloriamo più spesso rispetto alle nostre nonne, non solo perché è cambiato lo stile di vita, ma anche perché si sono innalzati i livelli di inquinamento. Eppure, non è infrequente vedere donne over 50 con chiome folte e luminose oltre le spalle. La longevità oggi passa anche dai capelli.
È un’esperta, Naila Battel, Framesi Morphosis Beauty Consultant coordinator e titolare del salone Argento Vivo Parrucchieri a Portogruaro, in provincia di Venezia, a spiegare quali sono i fattori determinanti per la longevità dei capelli. “Avere un protocollo e seguirlo con costanza” è la base per capelli lunghi, forti e luminosi anche dopo i 50 anni.
Naila, quali fattori possono fermare l’invecchiamento dei capelli?
“Sembrerà scontato, ma l’elemento decisivo è la qualità dei prodotti haircare che utilizziamo quotidianamente. Laviamo i capelli più spesso e non possiamo sottovalutare la scelta dello shampoo. Per le nostre nonne era più facile avere i capelli belli: li lavavano poco. E poi non avevano a che fare con le sostanze inquinanti presenti nell’aria. Sono tutti fattori da tenere in considerazione. Eppure, i loro capelli invecchiavano più velocemente”.
Cosa è cambiato?
“Sono le tecnologie dei prodotti haircare a essere evolute e ad aver cambiato le carte in tavola. Proprio come è accaduto nella skincare, i prodotti per capelli sono diventati più performanti e sono in grado di garantire una longevità maggiore alla chioma. La qualità di un prodotto come lo shampoo, utilizzato ormai con grande frequenza, ha una rilevanza fondamentale per la salute dei capelli nel tempo. Tensioattivi aggressivi possono danneggiare le strutture e limitare la longevità dei capelli”.
“Nel mio salone, parlando quotidianamente con le donne, mi rendo conto che la cultura del capello è ancora poco sviluppata: si tende a scegliere con leggerezza lo shampoo e la maschera. Questa scelta, però, non va fatta senza consapevolezza: capelli sfibrati e assottigliati fanno irrimediabilmente apparire una donna più avanti con gli anni”.
“Naturalmente, anche i capelli hanno un ciclo vitale che si ripete e sono influenzati da alimentazione, ormoni, stile di vita e inquinamento. Tuttavia, per rispondere a determinati canoni di bellezza hanno bisogno che cute e lunghezze siano in equilibrio. La longevità si fonda su questo. Per esempio, un’anomalia come l’peridrosi della cute intaccherà inevitabilmente l’attività dei follicoli. La vitalità del bulbo verrà indebolita e la longevità sarà compromessa”.
“Con l’età i capelli riceveranno anche meno proteine: si assottiglieranno, diventeranno fragili e spenti. Ecco perché è importante monitorare lo stato di cute e lunghezze con l’ausilio di una tricocamera e prendere subito le decisioni giuste”.
Colorazioni frequenti possono compromettere la longevità dei capelli?
“Oggi viviamo più a lungo e abbiamo esigenze diverse rispetto a un tempo: tutte tingiamo i capelli ogni volta che serve. Le colorazioni sono ormai prive di ingredienti impattanti, rispettano le strutture. Non sono le tinte a fare la differenza“.
“Il problema è che a partire dai 25 anni iniziamo a perdere collagene e acido ialuronico: questo modifica il mantello idrolipidico della cute. La pelle diventa più sottile e fragile. Il capello bianco, in particolare, è ormai trasparente e trattiene a fatica l’idratazione: con la diminuzione del collagene, perde densità capillare. Di conseguenza, le cuticole si aprono progressivamente e la fibra si svuota. Arrivare a 50 anni con capelli assottigliati è piuttosto frequente se non si seguono protocolli di cura mirati”.
Come dovrebbe articolarsi una routine haircare ideale?
“Ognuno ha esigenze diverse e ha capelli che richiedono trattamenti personalizzati. Un prodotto può andare bene per una persona e danneggiare la chioma di un’altra. Può essere adatto in un determinato periodo e rivelarsi controproducente qualche mese dopo. Del resto, la cute risponde a stimoli ormonali e ambientali e le variabili sono tante. Per esempio, un ambiente particolarmente umido predispone a dermatiti e altre anomalie. Cosa che in regioni soleggiate capita davvero di rado”.
“I trattamenti devono essere mirati e i protocolli personalizzati: non esistono routine ‘tipo’. Tuttavia, se dovessi individuare un prodotto must-have, parlerei dei pre-shampoo per la cute“.
“È qui che si depositano le impurità e si sviluppano le anomalie che poi decideranno le sorti del bulbo. Il capello è come una pianta: se la cute è in ordine, arrivano i macronutrienti sulle lunghezze e la chioma cresce bella e sana. Per una cute in equilibrio per prima cosa vanno rimossi i residui organici, come l’eccesso di sebo o sudore, e gli accumuli di prodotto. Lo shampoo non basta perché non rimuove completamente le cellule morte, i residui di forfora, gli accumuli di inquinanti, che invece vengono eliminati più efficacemente solo da prodotti come lo scrub e i peeling della linea Framesi Morphosis”.
Cosa si può fare dal parrucchiere?
“Lunghezze e punte hanno bisogno di trattamenti periodici per mantenere il proprio equilibrio: il capello, infatti, non è in grado di rigenerarsi da solo. Con il tempo la fibra perde elasticità, lipidi e proteine, diventando porosa, fragile e soggetta a rottura. Quando vengono a mancare idratazione e apporto proteico, la costanza dei trattamenti in salone – abbinata a una corretta routine domiciliare – diventa fondamentale. Questo approccio integrato rallenta il deterioramento dello stelo, migliora la qualità del capello nel tempo e lo mantiene resistente, morbido e luminoso, anche se sottoposto a colorazioni e servizi tecnici”.
Il consiglio in più?
“Si pensa sempre che siano gli strumenti a caldo o il brushing con il phon a rovinare i capelli. In realtà, prima di tutto andrebbero lavati con acqua tiepida e non calda: le elevate temperature dell’acqua seccano cute e lunghezze, disidratandole quanto l’asciugacapelli. E la secchezza è uno dei fattori che compromette maggiormente la longevità dei capelli”.
“Anche l’utilizzo del phon va regolato: in fase di pre-asciugatura le temperature devono essere basse perché i capelli bagnati sono sensibili e fragili. Il calore servirà solo nella parte finale della piega. Ovviamente, l’utilizzo di un termoprotettore garantirà che il calore venga distribuito sul capello senza danneggiare le strutture e senza creare lesioni localizzate”.





