“Devi cambiare shampoo ogni tanto, altrimenti la cute si abitua”. È una frase che ci è capitato di sentire spesso. Ma quanto c’è di vero? La cute non si abitua allo shampoo nel senso di sviluppare una vera e propria assuefazione. Non è necessario cambiare prodotto semplicemente perché lo stiamo utilizzando da molto tempo. Il punto è un altro: la cute e i capelli non sono sempre uguali nel tempo.
La cute cambia e con lei cambiano le esigenze
La nostra pelle è un sistema dinamico. Produzione di sebo, idratazione, sensibilità e condizioni del cuoio capelluto possono modificarsi nel tempo. Sono diversi i fattori che concorrono a influenzarlo: cambi di stagione, clima, stress, alimentazione, attività fisica, frequenza dei lavaggi, trattamenti cosmetici e abitudini quotidiane. Pensiamo, ad esempio, all‘estate: caldo, sudorazione, sole, mare e piscina possono rendere necessaria una routine diversa rispetto all’inverno. Con l’arrivo del freddo, invece, le esigenze possono essere differenti, anche a causa dell’aria più secca degli ambienti riscaldati o di una maggiore sensibilità della cute. Non è quindi lo shampoo che “smette di funzionare”. È la situazione a cambiare.

Uno shampoo non può essere universale
Un altro errore molto comune è pensare che esista uno shampoo universalmente adatto a tutti. In realtà, è noto che una cute grassa non ha le stesse esigenze di una cute secca o sensibile. Una persona che lava i capelli tutti i giorni avrà necessità diverse rispetto a chi effettua pochi lavaggi alla settimana. E ancora: una cute con desquamazione o particolari problematiche non dovrebbe essere trattata semplicemente scegliendo uno shampoo “più forte”. La detersione deve essere personalizzata. Lo shampoo non dovrebbe essere scelto soltanto in base al tipo di capello, ma soprattutto considerando la condizione della cute.
Quando può avere senso cambiare shampoo?
Non esiste una scadenza di utilizzo, dopo la quale uno shampoo dovrebbe essere necessariamente sostituito. Può invece essere utile rivalutare la propria routine quando cambiano le condizioni della cute o le proprie abitudini. Per esempio, se ci accorgiamo che:
- la cute tende a sporcarsi più velocemente;
- i capelli risultano appesantiti;
- compare una maggiore sensazione di secchezza o di tensione;
- aumenta la sudorazione e laviamo i capelli più frequentemente;
- cambiano le nostre abitudini o entriamo in una nuova stagione;
- iniziamo nuovi trattamenti cosmetici;
- trascorriamo molto tempo in acqua, al mare o in piscina.
Questi segnali o nuove abitudini non comportano necessariamente il fatto che lo shampoo che abbiamo utilizzato fino a quel momento improvvisamente sia “sbagliato”, ma possono indicare che è arrivato il momento di osservare nuovamente la cute e capire di cosa ha bisogno.

Il vero errore? Cambiare continuamente shampoo
Se cambiare shampoo quando cambiano le esigenze può essere sensato, cambiarlo continuamente senza una reale necessità non lo è. La soluzione non è avere dieci shampoo diversi sullo scaffale, ma imparare a scegliere quello più adatto alla propria situazione del momento.
La domanda, quindi, non dovrebbe essere: “Da quanto tempo uso questo shampoo?” ma: “Come sta la mia cute in questo momento?” È da questa semplice domanda che dovrebbe partire ogni corretta routine di detersione.
La cute non si abitua: si trasforma
Sfatiamo quindi un mito molto diffuso: non dobbiamo cambiare shampoo perché la cute altrimenti si abitua e non ne trae più benefici. Possiamo, invece, aver bisogno di cambiarlo perché sono cambiati la stagione, il clima, le nostre abitudini o le condizioni della cute. Ed è proprio questa la differenza tra seguire una moda del momento e prendersi davvero cura dei propri capelli. Per averli sempre morbidi e luminosi, occorre osservare, ascoltare e personalizzare: la salute dei capelli parte dalla salute della cute.