È vero che le fiere non servono più o è cambiato semplicemente il modo di organizzare la propria presenza agli eventi? Come si racconta l’identità di un brand? E ancora: come si fa a fare bellezza in un mondo dove infuria la guerra? A queste e altre domande prova a rispondere Fabio Franchina, presidente di Framesi, uno dei maggiori produttori italiani di cosmetici per i capelli, oltre che uno dei pochi a non avere mai fatto contoterzismo. Scoprite perché.
L’edizione 2026 di Cosmoprof Bologna si è svolta in un contesto internazionale sempre più fragile, come è andata?
“Contro le aspettative iniziali, è stata un’edizione straordinaria, in tutti i sensi. Sicuramente, qualcuno non è arrivato. Tuttavia, dei 3.100 espositori complessivi solo 3 sono stati costretti a cancellare la loro presenza in fiera. Gli scali in Medio Oriente, come sappiamo, erano impraticabili, ma questo si è rivelato l’unico ostacolo concreto”.
“Presso il nostro stand Framesi, affollatissimo in tutti e quattro i giorni di manifestazione, abbiamo accolto soprattutto visitatori di alto profilo. Ci ha sostenuto il fattore innovazione. Aver interamente dedicato la nostra presenza in fiera al lancio globale di un nuovo prodotto haircare ha fatto la differenza. A Cosmoprof Morphosis Restructure Hair Leave-In Molecular Booster ha vinto i Cosmoprof Awards 2026 nella categoria Hair Products. Questo ha fatto subito notizia, ha generato aspettative e richiamato pubblico”.
“Ha avuto un impatto anche il nostro nuovo format espositivo, che ormai ci contraddistingue da qualche edizione. Lo stand interamente chiuso, progettato come un elegante lounge, si trasforma nel luogo ideale dove ricevere buyer e appassionati di haircare di tutto il mondo.”.
In questi ultimi anni la moda italiana si è ridimensionata, la cosmesi no. Al di là del mantra del cosmetico come bene essenziale, cosa la rende vincente nel mondo?
“Sono le caratteristiche tipiche del prodotto italiano a dare slancio globale alla nostra cosmesi. Siamo dei creativi, custodiamo il 68% del patrimonio culturale del mondo. Da noi la bellezza è di casa. Da secoli, inoltre, coltiviamo un’artigianalità esclusiva: i nostri prodotti sono pensati per tutti i consumatori che apprezzano la qualità, le nostre aziende medie e piccole sono flessibili e pronte a soddisfare qualsiasi domanda. La forza della nostra cosmesi è fatta di questi elementi unici al mondo”.
“Anche la moda italiana attinge per sua stessa natura a questo melting-pot inesauribile, ma subisce le conseguenze di un fattore che la cosmesi non conosce: tratta beni di consumo durevoli. I cosmetici si consumano, un pantalone o un maglione possono durare nel tempo. Con i suoi 8,6 miliardi in esportazioni, la cosmesi italiana è ormai il quinto esportatore al mondo. Ma se parliamo di cultura della qualità, non ci può passare avanti nessuno”.
Nel 2025 Framesi ha compiuto 80 anni. Quale è il vostro DNA, l’elemento identificativo che non è mai venuto meno nel corso dei decenni?
“Direi che l’esclusività dei nostri prodotti è quello che più ci identifica. Le formulazioni sviluppate dai laboratori Framesi non sono replicabili: si trovano solo nei saloni che hanno scelto di lavorare e crescere con il nostro brand”.
“Quanto al DNA, è tutto racchiuso nella nostra mission aziendale: ‘lavorare per il successo del parrucchiere’. Prima di intraprendere qualsiasi azione, ci poniamo sempre una sola domanda diretta: farà guadagnare di più i nostri acconciatori? Andiamo avanti solo quando siamo davvero sicuri che la risposta sia affermativa”.
“In omaggio all’italianità di cui parlavamo prima, fin dal 1979 abbiamo dato vita a un progetto unico, che ormai ci distingue: Italian Style Framesi. È stato il primo esempio di total look nel mondo dell’acconciatura ed è nato dalla consapevolezza che non siamo semplici venditori di prodotti, ma creatori di immagine e sogni. Le nostre collezioni moda, che si susseguono da decenni, sono l’esempio più concreto della fedeltà a questa idea”.
“Le immagini create da Framesi, inoltre, parlano delladonna nella sua quotidianità. Ogni nostra collezione rispecchia i gusti del momento. Ci rendiamo conto di aver che fatto un buon lavoro solo quando vediamo i nostri look replicati dalle influencer o dalle case di moda. Proporre soluzioni utili e pratiche che soddisfano le necessità delle nostre clienti è l’unico obiettivo che abbiamo”.
Qual è il prodotto che esportate di più e in quale paese?
“Direi il colore in generale e i prodotti legati a questo servizio professionale. Rappresentano il 50% del nostro fatturato complessivo. Su oltre 650 prodotti, quasi la metà appartengono al mondo del colore. Il nostro mercato estero di riferimento, fin dal 1979, sono gli Stati Uniti”.
Se dovesse scegliere un obiettivo raggiunto di cui va fiero in tutti questi anni di presidenza in Framesi, di quale parlerebbe?
“Papà ha tracciato un solco importante, mia sorella Roberta e io abbiamo seguito le sue linee guida, sviluppandole. Oggi andiamo fieri della nostra rete commerciale nazionale e internazionale, alla quale affianchiamo una struttura produttiva moderna ed efficiente, con prodotti di alto livello, realizzati solo da noi e per noi”.
C’è un parrucchiere storico, fedele al vostro brand, di cui vorrebbe parlare?
“Negli Stati Uniti abbiamo i cosiddetti Framesoidi. Sono parrucchieri che, se improvvisamente producessimo sneaker, comprerebbero anche quelle. Qualcuno di questi Framesoidi c’è anche in Italia. Diciamo che chi si affeziona, difficilmente ci lascia. Tuttavia, preferisco parlare della fedeltà di Framesi verso i parrucchieri anziché viceversa”.
“La chiave del rapporto di fiducia con i nostri clienti è la formazione professionale. Il parrucchiere per crescere deve imparare costantemente a realizzare servizi sempre nuovi. Ecco perché, all’interno della nostra offerta formativa, proponiamo i personal trainer, ovvero un team di professionisti che fa formazione direttamente in salone e che affronta tematiche specifiche per trasformare nuove idee in un approccio di business concreto. Questo metodo di lavoro coinvolge tutti i componenti del team e consente di ottimizzare l’offerta tecnica”.
“Questo è un chiaro esempio della fedeltà di Framesi verso gli acconciatori: è l’approccio che ci contraddistingue e ci traghetterà verso il futuro”.






