Da New York a Sarajevo, passando per Hollywood, la frizzante commedia bilingue “Trucco y Parrucco”, diretta con un pizzico di ironia da Martin De Leon, parla del viaggio di due giovani stiliste argentine, interpretate dalle intense Johanna Chiefo e Danae Cisneros, che sbarcano all’ombra del Duomo con una valigia piena di bozzetti, sogni e la speranza di esporre la propria collezione durante la Milano Fashion Week. Ne nasce un racconto multiculturale, dove le aspirazioni della Gen Z si scontrano e si fondono con i rituali di un sistema moda tanto affascinante quanto spietato.
I riconoscimenti

Sincero e immediato, negli ultimi due anni il corto sulla Milano Fashion Week, coprodotto da WowProduction — la factory veneziana under 30 delGruppo WowHaus, si è trasformato in un caso internazionale con 18 riconoscimenti ottenuti nelle maggiori capitali mondiali del cinema. Gli ultimi tre sono particolarmente importanti: la Best Story al Chicago Feedback Film Festival, il prestigioso Best Young Director Award ai Tokyo Film and Screenplay Awards e l’incoronazione comeBest Indie Short Film agli Hollywood International Indie Film & Screenplay Awards.
Un tris d’assi da festival che non solo consacra la creatività e la caratura produttiva dell’opera, ma colloca definitivamente la pellicola tra le rivelazioni più originali e apprezzate della stagione cinematografica, senza dimenticare l’ultima proiezione al Milano Film Fest a giugno.

Il cortometraggio rappresenta il primo passo verso lo sviluppo di un progetto cinematografico più ampio: Trucco y Parrucco, infatti, è una contaminazione culturale che nasce come pilota per un futuro lungometraggio di Martin De Leon. Introduce personaggi, ambientazioni e dinamiche narrative destinate a evolversi in un racconto di più ampio respiro, che resteranno indelebili nell’immaginario di chi si occupa di moda.
Un atto di resistenza low budget
“Girare Trucco y Parrucco è stato un atto di resistenza e precisione chirurgica nel caos“, ha dichiarato il regista Martin De Leon. “Sulla carta questo corto non avrebbe dovuto esistere: senza fondi pubblici, abbiamo coordinato trenta persone tra Buenos Aires, Milano e Shanghai. Ma i limiti sono diventati stile. Come le protagoniste, abbiamo trasformato l’urgenza in linguaggio, usando la macchina a mano e un’estetica cruda per contestare la perfezione feticciata della moda e della Milano Fashion Week. L’amicizia, tema cardine del film, ha retto il set nei momenti difficili. Questo lavoro è un omaggio a chi fa cinema senza garanzie: non cerca di piacere, vuole lasciare il segno”.

“Per WowProduction questo cortometraggio rappresenta una pietra miliare e la nostra prima, vera sfida di coproduzione internazionale”, conclude il produttore Nicolò Mazzurco. “Coordinare una crew bilingue tra l’Italia e l’Argentina, gestendo una logistica complessa a Milano, è stato un incredibile banco di prova. I premi ottenuti a New York, Hollywood e Sarajevo confermano che la nostra visione — fondata sulla contaminazione culturale, sull’innovazione e sul coraggio indipendente — sa parlare al mondo. Abbiamo dimostrato che anche senza grandi budget si possono realizzare opere d’autore capaci di imporsi nel panorama cinematografico globale”.