Le candidature per partecipare al Good Farmer Award 2026 sono prorogate fino al 30 giugno. Il premio, dedicato ai giovani agricoltori under 35 che adottano pratiche di agricoltura biologica rigenerativa nelle loro imprese agricole in Italia, consiste in 10.000 euro a ogni vincitore per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle pratiche agroecologiche già avviate.
Organizzata dal Gruppo Davines, azienda della cosmetica professionale con i brand haircare Davines e skincare [ comfort zone ], l’iniziativa coinvolge anche le aziende agricole-zootecniche che, grazie all’integrazione dell’allevamento estensivo con la produzione agricola bio e rigenerativa, riescono a migliorare gli agroecosistemi e il benessere animale.
I giovani agricoltori under 35 potranno candidare il proprio progetto sul sito ufficiale Davines entro le ore 18:00 del 30 giugno 2026. La giuria del Premio selezionerà i due progetti più innovativi e avanzati. I vincitori riceveranno dal Gruppo Davines 10.000 euro ciascuno. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 al Davines Group Village di Parma.
I requisiti
Requisiti necessari per accedere al bando sono possedere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia.
In particolare, i giovani agricoltori coinvolti e le loro aziende agricole dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal bando. Tra queste, la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli e l’uso di colture di copertura, come le leguminose e la pacciamatura del terreno, ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie.
Potranno candidare i loro progetti anche le aziende agricole-zootecniche attente al benessere animale, che utilizzano sistemi di allevamento estensivi e che adottano pratiche zootecniche rivolte al miglioramento degli agroecosistemi, per esempio attraverso l’utilizzo del letame per la concimazione e il riciclo di nutrienti vegetali come mangime.

