PARRUCCHIERI, ESTETISTE: 2020 DA DIMENTICARE, IL GREEN DA RISCOPRIRE

PARRUCCHIERI, ESTETISTE: 2020 DA DIMENTICARE, IL GREEN DA RISCOPRIRE

Nelle immagini due foto di Maria Gloss da Pexels.

Che ci fossero state perdite ingenti lo sapevamo già, ma adesso possiamo quantificarle con le prime cifre nero su bianco: i dati preconsuntivi 2020 di Cosmetica Italia portano il segno meno per i canali professionali dell’acconciatura e dell’estetica.  Confermano il ‘vissuto’ di tanti piccoli imprenditori che prima hanno dovuto affrontare i mesi di chiusura totale e poi hanno faticato a tenere aperti i saloni semi vuoti pagando regolarmente gran parte delle spese.

Partiamo dalle estetiste, le più colpite: nel 2020 negli istituti di bellezza la contrazione dei consumi è stata del 30,5%, per un valore di fatturato che è sceso a 165 milioni di euro, l’1,7% dei consumi totali della cosmesi. Al panorama negativo ora vanno a sommarsi i rischi legati all’abusivismo e alla chiusura definitiva di molti esercizi.

Purtroppo, si conferma la contrazione dei consumi, sia dei servizi che della rivendita, anche nei saloni di acconciatura: -28,5%. Con poco più di 410 milioni di euro, il canale professionale acconciatura rappresenta il 4,8% del totale mercato cosmetico. Molti parrucchieri, pur in un momento di grande difficoltà, hanno comunque saputo reagire dinamicamente alle nuove realtà di marketing, proponendo strategie di segmentazione sia nei servizi che nei trattamenti, con un occhio attento anche alla rivendita dei prodotti hair care in salone. Sul futuro dei saloni, però, si addensano diverse ombre: la scarsa liquidità, in generale, della clientela e la ripresa rallentata delle frequentazioni.

Ironia della sorte, grazie alle rilevazioni del Centro Studi di Cosmetica Italia, scopriamo che tra i cosmetici che hanno avuto un andamento positivo ci sono proprio quelli per la cura dei capelli: +3,8% nel 2020.  Ovviamente, complice la chiusura dei saloni d’acconciatura, coloranti e spume coloranti per capelli hanno fatto un balzo in avanti del 30,4%. A beneficiarne sono state soprattutto la grande distribuzione e il canale farmacia, oltre, ovviamente, all’e-commerce che ha chiuso l’anno scorso con un +42%.

In un contesto caratterizzato dal segno meno, i cosmetici a connotazione naturale/biologici e quelli sostenibili/green sono sempre più richiesti: nel 2020 hanno raggiunto un fatturato di 925 milioni di euro. Il 33% è rappresentato proprio dai prodotti per capelli e cuoio capelluto. Qualcosa su cui scommettere subito in salone…

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