PARRUCCHIERE, UN MESTIERE 'POLITICALLY CORRECT'

PARRUCCHIERE, UN MESTIERE 'POLITICALLY CORRECT'

È dal mondo dei servizi e del benessere che è ripartita la società dopo il lungo lockdown: per questo tutti alla riapertura sono corsi a prendere un appuntamento dal parrucchiere. Senza i suoi trattamenti, la gente aveva perso una parte di sé.

Francesco Cirignotta, con un salone da barbiere storico sui Navigli a Milano, spiega cosa significhi essere al servizio, anche quando fa caldo e si è stanchi. Senza mai essere servi.

“Essere al servizio è nettamente diverso dall’essere servi. Non è solo un modo di dire, è ciò che realmente deve distinguere le grandi professionalità che si occupano di far star bene le altre persone, di soddisfare il bisogno, il piacere dei loro ospiti.

L’artigianato, la preparazione che c’è dietro, impone a tutti noi una disciplina che, anche quando siamo stanchi, ci permetta di far bene e non mandare al diavolo le persone, di essere al di sopra delle fatiche generali. Noi siamo coloro i quali devono sostenere gli altri. Non è che ci è stato imposto nella vita di dover far questo: se è così, meglio che qualcuno si fermi e riveda la propria posizione.

Noi rappresentiamo la soddisfazione, il garbo, l’accoglienza, la gentilezza, l’ascolto, tutto quello che si traduce nel sorriso finale dell’ospite.

Essere il mondo dei servizi significa una competenza profonda, una qualità forte: insomma, l’insieme di quei gesti, pensieri e azioni che si fanno quando nessuno ti vede. Questo significa che non è la manifestazione del gesto in sé che conta: quello è una rappresentazione di tutto quanto c’è dietro. Poter preparare bene un ambiente, poter farlo trovare in ordine, poter far sì che le persone vengano accolte nel luogo che ci accomuna anche quando non ci conosciamo, ovvero il salone: questo è quello che conta davvero.

Essere preso in carico quando si ha un bisogno, un desiderio, significa essere preso in carico anche nelle aspettative: c’è stato caldo, il Covid, serpeggiano tante frustrazioni, tanti timori, tante paure, circolano tanti sogni: a noi l’onore e l’onere di essere disciplinati per farci trovare un gradino in su. Perché, ricordiamocelo sempre, siamo socialmente utili.  Dalla base dei servizi adesso la società potrà ripartire compiendo il primo passo sul gradino del suo benessere. Il primo passo anche per un mondo migliore”.

“Buona estate a tutti”.

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