Si chiama vintage wealth ed è la tendenza legata ai tagli uomo capaci di comunicare una sensazione di benessere old money. Stili che durano da generazioni e nessuno vuole più mettere in discussione. A dominare sono gli anni 60, età dell’oro dell’acconciatura. Si va dal mod cut dei Beatles all’old Pompadour laccato, in stile Elvis Presley. Il mullet resiste, ma si piega a questa tendenza: non cambia le sue tradizionali linee di taglio, pulite ai lati e texturizzate sulla parte alta della testa, ma rinnova lo styling con effetti wet, carichi di gommina.
Sono tagli che richiedono precisione e pulizia nel passaggio tra linee lunghe e corte. Per realizzarli, affidati a un bravo barbiere.
Mod cut
È la versione strutturata e meno ‘bowl’ del tradizionale taglio di capelli uomo anni 60, quello, per intenderci, che portavano i Beatles. La frangia, piena e scalata solo sulla sommità, ha linee irregolari e sfilate che sfiorano le sopracciglia.
I volumi e le texture sono naturali, quasi messy. I lati e la parte posteriore restano leggermente più corti: è quest’ultimo dettaglio a creare struttura.
Elemento distintivo, le basette possono essere portate lunghe o larghe, disegnate in maniera morbida o a punta.
Sleek mullet
Le linee di taglio del mullet maschile, con i lati più corti e il ciuffo lungo sulla fronte, restano d’attualità. A variare è lo styling. Nello slick back effetto wet, i capelli sono tirati all’indietro per un look deciso e grintoso. I lati restano puliti e aderenti, mentre il top guadagna volume e definizione.
Lo styling è strutturato, non rigido: è pensato per chi vuole un look curato, ma con vibes street-style e libertà di espressione.
Old Pompadour
Gli anni 60 riecheggiano anche nel Pompadour, il taglio con i lati corti e il ciuffo lungo pettinato alto sulla fronte, a forma di onda.
Caratteristica essenziale è il punto in cui i capelli lunghi incontrano quelli corti, che deve restare rigorosamente pulito e armonioso per enfatizzare l’altezza del ciuffo.







