Il 21 settembre, al Castello di Santa Severa, Sarah Rizea, 18 anni, savonese d’adozione e atleta della Nazionale di nuoto artistico, è stata incoronata Miss Italia 2026. Segni distintivi: sorriso smagliante e capelli biondi, lunghi e ondulati. Alle sue spalle, seconda classificata, Michela Meli: capelli ricci, una bellezza fuori dagli schemi del concorso e la fascia di Miss Framesi 2026. Framesi, azienda italiana di prodotti professionali per acconciatori, è stata partner dell’edizione 2026, la quarta al fianco della manifestazione, con i propri parrucchieri presenti in oltre 400 selezioni. Al presidente Fabio Franchina abbiamo chiesto che cosa lascia un evento di questa portata a chi lavora con i capelli: dal backstage al salone, passando per un’idea di bellezza che oggi ha poco a che fare con un unico modello.

Quest’anno gli hairstylist Framesi hanno curato i look delle concorrenti di Miss Italia. Perché un palcoscenico come questo è importante per un’azienda dell’acconciatura?
“Miss Italia è uno dei tre grandi eventi che coinvolgono da sempre il pubblico italiano, insieme a Sanremo e al Giro d’Italia. Framesi è stata accanto alle ragazze per tutta la manifestazione, accompagnandole in una piccola trasformazione che passa dai capelli: i nostri acconciatori sono stati al loro fianco in oltre 400 selezioni su tutto il territorio nazionale. Del resto, i capelli cambiano tutto: il viso, la persona, il portamento. Ecco perché sono considerati il primo e il più importante accessorio di moda”.
In ogni selezione è stata assegnata anche la fascia Miss Framesi, e Michela Meli, Miss Framesi 2026, è arrivata seconda alla finale nazionale. Che cosa cercate in una ragazza chiamata a rappresentare il brand, oltre naturalmente all’aspetto estetico?
“Quest’anno credevo di aver scelto personalmente una ragazza fuori dai canoni classici della manifestazione: Michela Meli, con capelli ricci e mossi molto belli, ma così impattante da arrivare seconda a Miss Italia! Noi diamo valore soprattutto alla capacità di risaltare in fotografia, oltre che alla qualità del capello, e Michela ha passato questo esame a pieni voti”.
Per decenni manifestazioni come Miss Italia hanno raccontato determinati canoni estetici. Che idea di bellezza è emersa dalla finale di quest’anno?
“Negli anni Miss Italia è evoluta insieme alla nostra società e ha superato l’idea del semplice concorso di bellezza. Oggi mette in risalto ragazze certamente dotate dal punto di vista estetico, ma anche pronte a mettersi in gioco con la propria personalità. Nel corso della finale 2026 le ho ringraziate personalmente per la loro attitudine e la capacità di affrontare la crescita personale e professionale. Non dimentichiamoci che moltissime attrici sono passate da Miss Italia. Queste ragazze che arrivano dai percorsi più diversi — università, sport, danza e perfino il mondo del circo — hanno l’opportunità di mettersi in evidenza e cominciare così la propria carriera. È una manifestazione che esalta le caratteristiche di tutte le donne”.
E in salone? Come sta cambiando il modo in cui parrucchieri e clienti interpretano la bellezza?
“Interpretare la bellezza è una delle attività più difficili, perché ha a che vedere con le esigenze individuali: non tutte le persone stanno bene con gli stessi hairlook. Le variabili sono numerose: l’incarnato, le dimensioni e la forma del viso e, non ultime, le abitudini di vita. Tutti questi elementi influenzano le scelte sui capelli. Un tempo, tra l’altro, le donne cambiavano taglio e colore quando nella loro vita accadeva qualcosa di importante. Oggi non è più così: le mode cambiano sotto la spinta di influenze trasversali, internazionali. Per questo chi lavora in salone deve essere in sintonia con le reali esigenze delle donne”.
Che cosa porta con sé, nel lavoro quotidiano in salone, chi ha partecipato a un evento di questa portata?
“Proprio perché la manifestazione è così radicata nel nostro paese, aver partecipato da protagonista a Miss Italia qualifica il salone e dà riconoscimento al lavoro di chi lo guida. È un’esperienza che rende speciali, e a livello locale il passaparola corre veloce. Le foto con le Miss sui social fanno il resto, anche a livello nazionale e oltre”.
In un momento in cui i modelli estetici cambiano così rapidamente, quale sarà secondo lei la sfida più importante per chi lavora professionalmente con la bellezza nei prossimi anni?
“Al di là dell’imperativo di non standardizzare taglio e colore, occorre ricordarsi sempre che le influenze sono infinite e che le clienti si aspettano trasparenza. Lavorare con competenza sugli aspetti tecnici del colore, dell’haircare e dello styling non basta: bisogna condividere fino in fondo con la cliente ciò che si fa in salone. Bisogna essere disponibili, spiegare come gestire taglio e styling a casa. È chiaro che nessuna cliente riuscirà mai a rifarsi la stessa piega realizzata in salone, ma deve essere in condizione di cavarsela al meglio da sola, magari con il prodotto di styling più adatto. È quello che si aspetta dal suo salone di fiducia”.




