Se l’uomo del 2026 sceglie preferibilmente tagli classici e morbidi, evitando geometrie ed effetti skin fade, gli under 30, cuore pulsante della Gen Z, hanno gusti opposti. Butch cut, rasature a pelle e crop K-inspired, figli della cultura coreana, sono i tagli più richiesti dal barbiere dai ventenni.
La Gen Z non disdegna un’immagine in stile urban, come quella offerta dal textured crop o il mullet contemporaneo, ma non è disposta a fare a meno dell’indiscutibile potere di look più aggressivi e geometrici. Sa ancora cosa vuol dire osare e lo fa.
Textured crop
Il taglio crop si trasforma in un look contemporaneo e texturizzato, da ‘bravo ragazzo’. Le ciocche sono tenute più lunghe e leggere sulla parte alta della testa. Terminano in un lungo ciuffo frontale, per un movimento naturale e una forma armoniosa.
I lati e la parte posteriore restano leggermente più corti per dare struttura, mentre la parte superiore è definita proprio dal ciuffo, che in genere è pettinato all’indietro, come nel look di Wahl, o di lato, come nella proposta dei saloni Indola.
Mullet
Accanto alle forme chiassose, spericolate e caotiche, con volumi e scalature in contrasto, convive un mullet evoluto, dalle texture pulite e ben calibrate. Le sue stratificazioni intelligenti creano contrasti controllati.
Quando eseguito correttamente, bilancia trasgressione e raffinatezza, trasformando un taglio uomo non convenzionale in un segno distintivo di sicurezza.
French crop
Per chi è alla ricerca di un taglio uomo più corto e stiloso, il French Crop è un look che dona a tutte le tipologie di viso. Ha la frangia orizzontale classica del taglio scodella, ma i lati sono sfumati. La parte superiore è solitamente più testurizzata e meno uniforme, come nel look realizzato dal team Toni&Guy per la passerella primavera estate 2026 di Pierre Louis Mascia.
K-pop
I tagli di ispirazione coreana K-pop stanno letteralmente spopolando. Piacciano per la loro audacia e per la capacità di fondere precisione e voluminose lunghezze scalate. Must-have di questi look sono i ciuffi lunghi ai lati del viso che si alternano alla frangia, come nel taglio uomo realizzato da Anthony Turner di Schwarzkopf Professional per la sfilata di Ann Demeulemeester.
Skin fade
Si registra un prepotente ritorno dei tagli skin fade, rasati ai lati e intorno alle orecchie o caratterizzati da spigolose linee geometriche disegnate a rasoio.
Questo tipo di look è una dichiarazione di intenti mascolina e aggressiva: è una questione di attitudine. Trasmette un senso di potere che non urla, ma emana.
Pageboy
Il pageboy del 2026 si presenta come un caschetto un po’ più lungo e arrotondato, completato da una frangia piena e debordante. Le lunghezze non sono mai pari, ma scalate intorno al viso: seguono la linea che dall’osso occipitale arriva al mento. Il look richiama esplicitamente gli anni 70 e i tagli delle icone pop di quel decennio.
Afro Pompadour
Il taglio uomo Pompadour è da sempre uno dei più eleganti e tradizionali dell’universo maschile. Nel 2026 lo vedremo interpretato su texture afro che sfidano la gravità. E mentre il look originale è morbido, anche grazie al classico lungo ciuffo sulla fronte tirato indietro, qui le linee si fanno ancora una volta geometriche. I contorni sono tagliati a rasoio, affilati.
Butch cut
Il butch cut è uno dei tagli maschili più corti in assoluto. Si colloca esattamente a metà tra il buzz cut e il crew cut, a spazzola. I capelli sono tagliati tutti alla stessa lunghezza, in modo uniforme. Lo stilista Dexter Johnson dei saloni Toni&Guy propone provocatoriamente questo look a zero manutenzione su un ragazzo che mostra un principio di diradamento. Il risultato è potente: ci libera in un lampo da preconcetti del tutto inutili.










