ALTROVE, VOGLIA DI NON ESSERE QUI: LA GRANDE FUGA

ALTROVE, VOGLIA DI NON ESSERE QUI: LA GRANDE FUGA

Nell’immagine una foto di Stijn Dijkstra da Pexels.

Altrove, la parola magica. Perché, diciamo la verità, quanti in questo stesso momento sono davvero dove vorrebbero essere? Eppure, non basta spostarsi per essere altrove. Francesco Cirignotta, il Barber Snob di Milano, prova a dire la sua: e se l’altrove fosse qui?

Altrove è un altro dove che continua a sfuggirci. Se non ci credete, provate a chiedere alle persone: Come stai? Come va? E subito vi accorgerete che vi rispondono parlandovi di dove vorrebbero essere, dove vorrebbero andare. E sempre vorrebbero essere altrove. Il tema ha assunto una certa urgenza, perché adesso è diventato difficile andare altrove.

Quando osservo con attenzione le persone, anche quelle sedute a un tavolo, mi accorgo che spesso sono con chi non vorrebbero essere e dove non vorrebbero trovarsi. La grande fuga resta lo smartphone, lo strumento per eccellenza dell’evasione, quello che ci porta altrove pur restando dove siamo.

A volte capita che vi sediate e vi osserviate intorno: ecco, in quel momento siete davvero nel posto in cui siete. Non si dà valore a questo preciso istante che è l’essere qui e ora. Bene, questo istante è l’unico reale.

Francesco Cirignotta.

Quando ci ritroviamo a desiderare di essere altrove, dovremmo anche capire perché: è frutto di una vita frenetica e quindi del fatto che siamo costretti a fare più cose contemporaneamente, come se avessimo il dono dell’ubiquità, o semplicemente ci sentiamo a disagio con le persone con cui siamo o nel luogo in cui siamo? Oppure abbiamo fatto scelte delle quali non siamo felici e quindi vorremmo essere altrove? O, più semplicemente, non è forse vero che nella natura umana c’è questa costante fantasia che ci porta via perché ci fa vivere più vite, ci fa vivere più emozioni? Insomma, ci moltiplica… In fondo l’altrove è un’emozione che il cervello riconosce quasi come realtà. E quindi la fantasia ci accompagna là dove vorremmo essere e dove in quell’istante non siamo.

Pensate che l’altrove cambia anche con il trascorrere degli anni. Un altrove per un giovane uomo molto probabilmente è un punto immaginario del suo io. Mentre l’altrove per una persona più adulta potrebbe essere semplicemente un luogo fisico. La parte emotiva fa comunque da mezzo di trasporto.

Quindi, l’altrove è un altro dove: spero che questo altro dove, nell’impegno che ognuno di noi può mettere nella propria vita, possa diventare qui ed ora. L’altrove dove volevo essere alla fine – ci siamo arrivati – è qui.

Il salone FC Francesco Cirignotta a Milano.

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