RAGAZZI, ILLUDETEVI! E SIATE FELICI, EVENTUALMENTE, DI SBAGLIARE

RAGAZZI, ILLUDETEVI! E SIATE FELICI, EVENTUALMENTE, DI SBAGLIARE

Nell’immagine una foto di Engin Akyurt da Pexels.

Francesco Cirignotta, barbiere per arte, filosofo per diletto, non perde l’occasione per ribaltare il vecchio adagio: “non illuderti”. Se un giorno non dovessero più esserci illusi, il mondo si fermerebbe. Ragazzi, illudetevi!

Parliamo di illusione. La parola illusione non è per caso il concetto con il quale si esprime quella particolare riflessione interiore che ci rende capaci di mettere in discussione la realtà che stiamo vivendo e determinane un’altra? Ossia, non è forse vero che l’illusione è la produzione di una nuova realtà nella propria testa? Se è così, l’illusione non è forse il fondamento con il quale l’uomo può passare alla fase successiva, quella del sogno?

Tutto, in questo ragionamento, si intreccia con il concetto di speranza: già perché sogni e speranza vanno a braccetto. Quando uno dice “ho il sogno di…”, spesso dice anche “ho la speranza di…” poter fare qualcosa”.

Quindi, l’illusione, che fondamentalmente altera una certa realtà per costruirne un’altra, dà adito al sogno, alla speranza di poter essere portata a compimento, realizzata. Mette in atto un meccanismo straordinario, che è quello del desiderio. E, pensateci bene, il desiderio diventa forza, la forza diventa credo e il credo diventa la nuova realtà. Et voilà!

Ma, allora, perché da sempre gli adulti non fanno che ripetere all’infinito ai ragazzi il vecchio adagio: “non illudetevi”? Io parto dal presupposto ovvio che senza il concetto di illusione non ci sarà né trasformazione né, se volete, una nuova visione delle cose.

Quindi, nel mio piccolo – semplicemente valutando il vero significato di una parola – dico: cerchiamo di illuderci, cerchiamo di sognare, cerchiamo di avere speranza, cerchiamo di avere desiderio di trovare la forza e cerchiamo di essere capaci di realizzare. Quale poi sarà la nuova realtà, non possiamo saperlo. Ma non possiamo non riconoscere che questo: la realtà di domani sarà esattamente il prodotto della capacità nostra o, a maggior ragione, dei nostri ragazzi, di proiettarsi verso il futuro.

In fondo, noi umani non siamo nient’altro che l’involucro di quello che scientificamente è il nostro Dna: questo è una sorta di costante flusso di informazioni, che acquistiamo prima di nascere e che poi, nel corso delle fasi della vita, tramandiamo durante la fase di procreazione.

A un certo punto è necessario che questa illusione si faccia spazio all’interno di ogni individuo, con l’aiuto di nuovi input, in un nuovo passaggio di informazioni genetiche: solo così potrà generare una visione totalmente nuova. Non dico diversa, migliore o peggiore: dico funzionale a quelli che sono i presupposti per un mondo nel quale vivranno solo ed esclusivamente coloro i quali oggi sono giovani.

A noi adulti viene dato il compito fondamentale di smetterla di dire ai ragazzi: “non illudetevi”. Ragazzi, illudetevi e siate felici eventualmente di commettere anche qualche errore. Perché è grazie agli errori che sarete in grado di costruire grandi cose.

Leave a comment

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *