DIVERSAMENTE BELLI, DIVERSAMENTE FELICI: UN INVITO INSOLITO

DIVERSAMENTE BELLI, DIVERSAMENTE FELICI: UN INVITO INSOLITO

Non si è mai parlato tanto di depressione e ansia: i motivi per farlo, di certo, abbondano. Ma il barbiere di Milano, Francesco Cirignotta, anche questa volta entra in punta di piedi nel discorso comune e, con l’estremo garbo che lo contraddistingue, ribalta la questione lanciando un invito: e se provassimo comunque a essere felici?

“A sorpresa, il mondo si è trasformato: improvvisamente ha deviato dalla strada che credevamo confortevole, dritta e sicura. Prima dal luogo piccolo si correva verso la globalizzazione, adesso dal global si torna local e al piccolo spazio. Lo dicevano già gli antichi che tutto cambia: convincersi del contrario è per certi versi stupido, per altri pericoloso”.

Francesco Cirignotta

“Ma siamo sicuri che questa sia una ragione per non essere più felici? La felicità, o meglio la capacità di essere felici, e, più in generale, la bellezza non vengono dall’esterno, ma da ciò che noi stessi riusciamo a vedere e ad apprezzare dall’interno. In fondo, cos’è il lusso se non un’emozione?”

“Io, personalmente, la chiamo Fin, felicità interna netta. E non, per carità, in contrapposizione con il Pil, prodotto interno lordo: lungi da me fare politica. Sto parlando semplicemente della capacità di ciascuno di noi di vedere e osservare tutto con rinnovata misura e valori rivisitati, con entusiasmo ed emozioni diverse. Se non altro perché là fuori sono cambiate tante cose e noi non possiamo restare pietrificati nelle vecchie”.

“La piccola felicità, la bellezza possono essere semplicemente l’esperienza della vita: questo lo definirei il valore della poesia nel pragmatismo”.

Astra Ricerche tempo fa ha esplorato il personale accesso degli italiani, in età compresa tra i 15 e i 47, a una trentina di piccole felicità. Ha stilato una di quelle classifiche che lasciano il tempo che trovano, ma che è sempre piacevole – appunto – scorrere velocemente. Non c’è nulla di grande in tutti questi desideri, solo piccole cose: guardate subito la prima”.

Dare e ricevere una carezza o un bacio (64%), abbracciare o farsi abbracciare (63%), fare l’amore (61%), guardare un bel panorama (58%), fare e ricevere gentilezze non dovute o attese (54%), leggere un libro (53%),  mangiare qualcosa che dà piacere (dolce 52%, salato 43%), fare una passeggiata a piedi o in bicicletta (50%),  vedere un film (49%), ascoltare o suonare musica (47%), giocare con i bambini (43%),  riposarsi facendo una piccola pausa (43%),  del buon vino (42%), andare alla ricerca di carinerie per sé o per altri (41%), riflettere con calma (41%), sognare a occhi aperti (40%), telefonare, chattare per condividere emozioni (40%), riguardare i ricordi (39%), immergersi nella natura (33%), dedicarsi ad attività sociali o politica (32%), curiosare attraverso articoli (31%), pregare (31%), chiacchierare (30%), creare (30%), progettare il proprio domani (27%), ecc.

“Un solo invito, necessario: non confondere la felicità con il piacere a tutti i costi, non dover essere felici o belli per tramite di acquisti, non dover pensare che tutto sia eterno. A volte l’accettazione diventa di per sé felicità nello strumento appreso, nella capacità di comprendere che la vera competizione è tale solo quando è in gioco la competenza. D’ora in poi si vince se si è bravi”.

Quando si fa un respiro profondo, si sente l’ossigeno pervaderci. Quando si vive, si potrebbe pensare che ogni attimo, se ascoltato, è un piccolo dono di felicità della vita stessa con i suoi paradossi”.

Essere un ‘bellessere’ si trasforma in una infinità di piccole attenzioni: avete mai notato come è ‘bello’ essere garbati, avere rispetto di se stessi nell’aspetto e nei modi, essere a fianco del tempo che si vive, felici al pensiero degli altri umani (anche quelli negativi)? Avete considerato quanto sia rasserenante essere e apparire senza per forza essere appariscenti?

“La mia non vuol vuole essere la filosofia del ‘buonismo’ e neanche quella del ‘piccolo orto’ del ‘Candide’ di Voltaire. Si tratta semplicemente della filosofia della gratificazione esistenziale: piccoli gesti per intense felicità e un po’ di bellezza in questa nostra imprevedibile vita”.

Leave a comment

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *