CIRIGNOTTA: “SIAMO UNA SOCIETÀ CHE SI SBOTTONA TROPPO”

CIRIGNOTTA: “SIAMO UNA SOCIETÀ CHE SI SBOTTONA TROPPO”

Francesco Cirignotta, il barbiere dei Navigli, a Milano, parla di invadenza, di una società scollacciata sempre sui social, pronta a dirci cosa fare e convinta, fino al ridicolo, di avere le capacità per farlo.

L’invadenza è quell’atteggiamento che invade campi altrui, sia culturali sia di competenza, quando non francamente intimi. Sento il bisogno di fare questa precisazione perché la società nella quale stiamo vivendo, è oggettivamente colma di invadenza”.

“La domanda che ora vi pongo è questa: l’invadenza è l’azione che penetra e supera le barriere o un’estensione della società stessa che, nell’atteggiamento di ogni singolo individuo, predispone una sorta di invasione istituzionale costante per non farci sentire soli? In ultima analisi, permettere l’invadenza e l’invadenza stessa sono forse causa ed effetto di una solitudine sociale?

Potremmo dire che la discrezione rappresenta l’elemento opposto, speculare anche alla solitudine: con discrezione intendo la capacità di restare morigerati all’interno dei propri confini, delle proprie competenze, del proprio sapere. Una virtù quasi desueta: eppure, la discrezionalità ha una nota gradevole, quella dell’ascolto, che il più delle volte ci permette di migliorare, di sommare le competenze dell’altro alle nostre”.

Una delle doti che il servizio alla persona, come quello dell’acconciatore o del barbiere, dovrebbe far emergere è proprio quella della discrezionalità nel dare e nell’avere. Le pubblicità, i telegiornali, i social, le riviste vedono come costante l’atteggiamento opposto: quello di alzare la gonna, di sbottonare qualcosa – camicetta o bocca poco importa – di svestirsi. Quasi nessuno sente più il bisogno di discrezione, l’unico atteggiamento in grado di illuminare le persone. Il più delle volte è l’invadenza a spegnere le luci: fateci caso, ogni volta che si alza la voce o la gonna, si esercita una sorta di aggressività”.

In qualunque momento, sui social, in radio, in televisione, si leva costantemente una vocina, una scritta, qualcuno che ti deve dire altro perché vorrebbe che tu dessi attenzione a lui.  E quel qualcuno pensa: ‘ah, ecco: l’ho colpito, ho fatto centro, adesso la mia scritta lo condiziona a comprare o fare’. Ma veramente ci stiamo trattando tutti così da deficienti? Basta veramente levare la voce per acquisire nuovi clienti?

Attualmente, tutte le operazioni di marketing che il mercato dell’acconciatura sta cercando di mettere in atto, mirano a questo: ‘puntare agli alto spendenti’. Sì, va bene. Ma nel frattempo i consumatori di valore medio o basso perderebbero in questo modo l’occasione di avere anche loro un punto di riferimento’.

Inoltre, fermo restando che l’ambizione di ciascuno di noi deve essere la più alta possibile e che ciascuno di noi è potenzialmente valido, stiamo attenti alle invadenze di chi cerca di spostarci in massa in una sola direzione. La direzione giusta ce la indicano probabilmente le scarpe che indossiamo, che ci dicono dove possiamo arrivare per ascendere la montagna: bisogna anche avere gli strumenti idonei per raggiungere una meta”.

“Sembra che ci troviamo di fronte a un momento storico difficile nel quale è necessario riflettere. Ed ecco che, come sempre in queste situazioni, tutti ci devono far sentire a disagio per ciò che siamo, inadeguati ai tempi e ai luoghi”.

Invito con il cuore a verificare il valore che ognuno di voi ha e ad evitare che le invadenze altrui vi possano penetrare: a osservare con grande garbo prima di agire e far sì che clienti, amici e innamorati da voi possano ricevere la giusta discrezione”.

Alzare la voce o mantenere i toni pacati? Essere irruenti o garbati? Sono atteggiamenti che fanno sì che gli altri – e gli altri per gli altri siamo noi – possano vivere senza che il proprio territorio, il proprio pensiero, la propria anima vengano invasi. Pensate a quando le persone vi dicono: ‘ti do un consiglio’. A me questo infonde parecchio timore, lo trovo maledettamente invadente, quando non aggressivo”.

“Il terreno del confronto è totalmente diverso: non il consiglio, ma un suggerimento di vita. Possibilmente, elargito da chi prima mi ha ascoltato e solo per depositare un pensiero, non per parlare di sé. Anche parlare di sé, quando si parla agli altri, resta comunque una forma di invadenza”.

Leave a comment

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *